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Mezzogiorno di fuoco: Roma schianta Treviso

07/02/2010 - Federico Petroni

Mezzogiorno di fuoco: Roma schianta Treviso

Minard, chirurgico quest'oggi (www.fotoinazione.it)

Il segreto nella panchina. Lunga, profonda, pozzo dei desideri dal quale attingere nei momenti difficili. Anche così Roma asfalta Treviso (100-76): pescando i giocatori giusti nei momenti di siccità. Come sul finire del primo quarto: bastava una folata, scintillata da Jaaber e attizzata da un Minard appena buttato nella mischia per passare da 4-8 al 21-13. O come quando levi dalla naftalina Giachetti dopo settimane e il livornese ti inanella tre triple dal peso specifico (e dal valore) del platino: quella sul secondo gong e le due nel terzo quarto che danno una scossa vigorosa al mezzogiorno cestistico, portando Roma sul 46-37. O come quando, a respingere l'ultimo, disperato, assalto di Treviso, ci pensa l'ultimo arrivato, quello per cui s'è dovuto aggiungere un posto all'affollata tavola romana: Dragicevic, il corazziere che nel finale chiude la stalla con dentro i buoi con tre piazzati che issano Roma nel giro di due minuti sul +20 (85-64 a -3').

Ma il segreto è anche sulla panchina. Se una banda fino a gennaio cieca più d'una mosca oggi può dirsi ritrovata, parte del merito va ascritto a Matteo Boniciolli. Che è coach nel senso più letterale del termine: un gestore di risorse umane. Avrà tanti difetti ma non certo quello di non lasciare scorrazzare a briglie sciolte i suoi manzi. E questo basket, per Roma, è velocità, intensità e irregolarità. S'accende e si spegne, la banda capitolina, più d'una luminaria natalizia ma proprio questo la rende imprevedibile. Come nella risposta all'ultimo vantaggio trevigiano (31-32 al 18', partorito da quattro cesti da Globetrotter di Neal), affidata a Jaaber, Gigli e al già citato Giachetti. O nel +13 (60-47 al 28') martellato dalle bombe del tritacarne Jaaber.

Poi, ovvio, le luminarie ogni tanto si spengono e si ci vogliono i primi 7' per scaldare i motori, anche nel prosieguo del match Treviso ha avuto pertugi per infilarsi di nuovo in scia di Jaaber & soci. Già perché a cavallo dei due quarti conclusivi uno 0-10 cavato dal cilindro di Rivers e Neal ha messo il sale sulla coda di Roma, che a lungo non è riuscita a strappare un vantaggio più ampio dei due possessi. Poi, il buio. Più prostrati d'un ciclista sullo Stelvio, i radicchi di Repesa si sono afflosciati. D'altronde, con un Kus stitico, un parco lunghi limitato agli 8 punti di Nicevic e Wallace, una truppa in generale che arricchisce il manuale delle palle perse (21 alla fine) con numeri da circo non sbracare è utopia. Ma è livello fisico che la Benetton è evanescente: nel deserto delle idee, Repesa ha persino provato Motiejunas e Rivers come lunghi. Nulla, però, in grado di contrastare la mira da cecchini di Roma, che ha chiuso con un eloquente 18/30 dall'arco. Più dei canestri segnati in area. Se le vittorie costruite sul tiro da 3 son promesse scritte sulla sabbia sarà il futuro a dirlo. Oggi si parla di un dominio.

MVP: Difficile assegnare la palma. Sul piatto abbiamo un Jaaber perfetto nella nuova versione di jolly d'attacco (22pt con 5/8 da tre, 5 recuperi e 5 assist), un Minard chirurgico, con più punti che minuti (23 contro 22, conditi da 4 assist) e un Dragicevic assieme cecchino e assalitore (in 26', 23pt con 4/8 da tre e 5/6 dalla lunetta). Conoscendo Boniciolli, sono i 20 assist a mandarlo in brodo di giuggiole.

Le parole di Boniciolli al termine del match:

"Sono soddisfatto di questa vittoria se rappresenta la fine di un ciclo di reciproca conoscenza fra me e i giocatori e l´inizio di un cammino che dobbiamo proseguire seguendo questa linea - ha affermato coach Boniciolli - Non sono soddisfatto se la vittoria viene vista come una scusa per adagiarsi. Ora sta alla mia capacità a spingere sui giocatori e alla capacità dei giocatori di non sedersi. Giachetti è stato determinante per questa vittoria, così come Minard, Dragicevic e Jaaber hanno fatto ottime cose. Ma tutti, nel loro piccolo, hanno dato un contributo, anche Tonolli, De La Fuente e Touré che ci hanno aiutato nelle rotazioni. Con questo roster, questo deve essere il nostro sistema di gioco e ogni giocatore deve poter accettare anche un minutaggio inferiore per il bene della squadra. Non dimentichiamoci che abbiamo vinto senza un giocatore fondamentale per noi: oggi prima della gara, quando in spogliatoio ho detto che avremmo giocato senza Andre, è sceso il gelo. Ma poi una volta in campo, con l´energia e il contropiede abbiamo sopperito all´assenza di Hutson. Ci sono ancora errori che possiamo evitare, dobbiamo continuare a lavorare, sfruttando questa settimana in vista del match con Avellino, dove non sarà affatto facile, e sfruttare la settimana di pausa in cui faremo un torneo, per consolidare la nostra crescita, recuperare gli infortunati e sviluppare il nostro sistema offensivo e difensivo".

PAGELLE:

ROMA
Vitali 5.5
Jaaber 7.5
Winston 5
Gigli 6.5
Crosariol 6
Giachetti 7
Minard 7.5
De La Fuente s.v.
Dragicevic 7.5
Tonolli s.v.

TREVISO
Hackett 6.5
Neal 7
Rivers 6.5
Motiejunas 5.5
Nicevic 5
De Nicolao 5.5
Kus 5
Gentile 5.5
Wallace 5.5

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