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Tarcisio Vaghi, una domenica particolare

11/03/2010 - Aljosa Vella

Tarcisio Vaghi, una domenica particolare

Tarcisio Vaghi, ex assistente biancorosso

Gentilissima Redazione Basket Central,

le scrivo per allegarle un articolo che parla di ADMO.

Io mi chiamo Tarcisio Vaghi e sono un allenatore professionista (tra le tante tappe Varese, Castelletto Ticino, Casale Monferrato, Teramo, Sav vacallo più uno scudetto cadetti conquistato nel 2004 con il Campus Varese della famiglia Bulgheroni).

Oggi sono ammalato di leucemia e vorrei poter ringraziare ed allo stesso modo dare visibilità al gesto di Andrea Meneghin e di Gianmarco Pozzecco che stamattina 8 marzo si sono come si dice “tipizzati” iscrivendosi come donatori di midollo osseo. La ringrazio per la disponibilità di vero cuore se vorrà concedermi l’onore di pubblicare quanto segue più gli allegati.

 

Vi invio il pdf dell’articolo della Provincia di Varese del 5 marzo e della Prealpina dell’8 marzo dove viene presentata una mia intervista che divulga alcune informazioni sulla donazione di midollo osseo per l'ADMO ed allo stesso tempo presenta Andrea Meneghin  e Gianmarco Pozzecco che da lunedì 8 marzo sono nuovi donatori ADMO. Esprimono insieme a me le loro impressioni e motivano le loro scelte e seguendo il loro esempio molti giocatori stanno facendo lo stesso. Troverete le loro interviste anche su Sky Sport 24 ogni mezz’ora dalle ore 15 dell’8 marzo per una settimana ed anche altre interviste su Gazzetta.it.

Ogni informazione suppletiva è ben spiegata sul sito www.admo.it

 

Vi sarei estremamente grato se all’interno delle vostre squadre, associazioni , tesserati eventi sportivi e non possiate magari stampare il pdf oppure allegarlo ai giornalini di informazione distribuiti durante gli eventi sportivi o ancora meglio metterlo sui vostri siti internet in maniera che rimanga sempre visibile per tutti magari con un link per il www.admo.it

Io rimango a disposizione per ogni informazione e per contattare a mia volta i centri ADMO che possono inviare personale specializzato e medico per fare una più corretta informazione in tutta Italia

 

Grazie di cuore

 

Tarcisio Vaghi

 

Mi piacerebbe inoltre sensibilizzare chiunque sull’esperienza di diventare volontario Admo, un’attività che non prende tantissimo tempo, solo qualche mezza giornata per poche volte all’anno e sempre in occasioni piacevoli.

Ne servirebbero in ogni regione italiana e per chi volesse dare una mano faccia pure riferimento ai contatti che troverete qui sotto. La cosa più importante è il contagio positivo ed è per questo che chiedo a tutti quelli che ricevono questa lettera di lasciarmi un loro piccolo feedback, anche solo due righe dove poter testimoniare come si sono iscritti, tramite chi e perché, se qualcuno ha donato come è stato il suo percorso e se qualcun altro ha portato amici e conoscenti ad iscriversi. Tutto sarà utile per poter prendere spunto ed usare le vostre esperienze per ampliare il nostro bacino di utenza che è veramente troppo poco…e ve lo dice uno che questo dono che da la vita lo sta aspettando tutti i giorni. Scrivete perché con un semplice prelievo si può salvare una vita umana e mai vi sareste fatti un regalo più bello.

 

I miei contatti sono:

 

e-mail  :   tarcisiovaghi@gmail.com

cellulare: 3383423861

 

un grazie di cuore a tutti coloro che vorranno dare un contributo, non in denaro ma in informazione sul territorio ,per i giovani e contribuendo a salvare con un semplice gesto tante vite umane che aspettano solo la vostra donazione.

 

La Provincia di Varese (Venerdì 5 marzo 2010)

 

 Soltanto lo sport, soltanto il basket sono capaci di regalare delle storie così, capaci di lasciarti un po’ stupito e un po’ ottimista a ripeterti che in fondo il mondo non è un posto poi così brutto. E come spesso accade, le storie più belle nascono dal buio di momenti terribili e difficili, raccontate dalla forza di persone speciali che nella vita non hanno mai mollato. Tarcisio Vaghi è un allenatore
di basket, varesinissimo, testimone di quanto la nostra terra sia prolifica nello sfornare competenze e passioni legate alla palla a spicchi. Tutta la trafila delle serie minori, poi la panchina
di Legnano prima di diventare responsabile del settore giovanile del Campus con uno scudetto nella
categoria Cadetti che gli spalanca le porte della serie A. Assistente prima
di Cadeo e poi di Magnano alla Pallacanestro Varese, capoallenatore a Castelletto in LegaDue, assistente di Marco Crespi a Casale e poi in A1 a Teramo: un ragazzo giovane, appassionato
di basket e talmente bravo e fortunato da essere riuscito a trasformare la sua passione di sempre nel lavoro di tutti i giorni.
Poi lo schiaffo, forte e improvviso, che ha rimescolato le carte. L’estate scorsa i primi malesseri, gli esami, e la diagnosi: leucemia. Da quel giorno la vita del “Tarci” è cambiata di botto: terapie
da seguire, ospedali da girare, ma anche tante nuove persone da conoscere e tante storie da toccare con mano e condividere. Oggi Tarcisio è una delle tantissime persone in attesa
di un trapianto di midollo osseo, e la sua esperienza lo ha portato a diventare un attivista dell’Admo
(www.admolombardia.org), l’associazione che riunisce tutti i donatori.
La bella storia di cui parlavamo prima, la facciamo raccontare a lui:

Ho conosciuto, mio malgrado, un mondo nuovo. Ho scoperto che per guarire da questa malattia, per guarire davvero, c’è un’unica strada: il trapianto, perché tutte le altre terapie sono solo delle pezze che si mettono e che non risolvono la situazione. E proprio qui sta il problema.


Ovvero?


Per poter essere effettuato il trapianto di midollo osseo occorre trovare un donatore che sia compatibile con il ricevente: e il rapporto di compatibilità è di uno a centomila, nel senso che per un donatore che va bene per me, ce ne sono centomila che non sono compatibili.


Quindi?


Quindi è necessario fare informazione, trovare sempre nuovi donatori: tutti possono farlo e tutti dovrebbero farlo.

E proprio in questo senso si inserisce la nostra bella storia. Ce la racconti.

Io sono un uomo nato e cresciuto con la pallacanestro. E la pallacanestro ora si sta mobilitando, dopo che la mia vicenda è stata conosciuta da tutti: si è messo in moto un passaparola meraviglioso, che quasi mi spaventa. Tutto il basket varesino sta scendendo in campo, e tantissimi giocatori stanno diventando donatori Admo.


Per esempio?


Due nomi? Meneghin e Pozzecco: lunedì prossimo (8 marzo, ndr) saranno al nostro centro per il primo prelievo, e diventeranno ufficialmente donatori. E con loro tantissimi rappresentanti del
mondo della pallacanestro varesina: praticamente tutta la squadra del Gazzada,
per esempio, con i giocatori che hanno portato anche le loro mogli. Oppure Mario Di Sabato, storico playmaker delle nostre serie minori e oggi allenatore al Daverio.


Diventano donatori, perché?


Perché mi conoscono, ma soprattutto perché è giusto. Ed è necessario fare una corretta informazione per sfatare delle convinzioni sbagliate: la donazione non è qualcosa di doloroso o
di rischioso, anzi. Per diventare donatori è sufficiente un semplice prelievo, e si viene inseriti nella banca dati dell’Admo: quando si trova qualcuno compatibile con noi, si viene chiamati per la donazione che è un processo semplice e assolutamente sicuro.


Francesco Caielli

 

«Purtroppo – racconta Andrea Meneghinci si decide a fare cose come questa solo quando veniamo
toccati da vicino, quando un nostro caro o un nostro amico si trova in una situazione di bisogno. E’ successo anche a me così: la vicenda del Tarci mi ha avvicinato a questo mondo, e soprattutto mi ha fatto scoprire cose che ignoravo
». Tipo? «Credevo che la donazione fosse qualcosa di doloroso, di rischioso: mi
avevano proposto di farlo anche qualche anno fa quando giocavo, ma non mi vergogno di dire che la cosa mi spaventava e infatti allora mi tirai indietro. Invece mi è stato spiegato che il procedimento è sicuro e indolore: questa cosa andrebbe detta a tutti, perché la gente deve sapere che diventare donatori è semplicissimo
».


«Non vorrei essere nei panni di chi ci farà il prelievo – attacca Gianmarco Pozzecco – che dovrà riuscire
ad analizzare il nostro sangue e capire se è utilizzabile o meno. Ma state tranquilli, garantisco sia per me che per il Menego: al di là di qualche birretta e di un po’ di vino, non ci siamo mai spinti. Non saremo sani di mente, ma siamo sani di sangue: quindi non dovremmo avere particolari problemi a diventare donatori Admo».

Perché la decisione di diventare donatore?

«Ma perché no? Io credo che la cosa più importante in questa situazione, oltre ovviamente alla possibilità
di aiutare gente che ha bisogno, sia il fare informazione: la gente non sa e dovrebbe essere informata. Quindi, da questo punto di vista, noi sportivi abbiamo il dovere di metterci a disposizione per
sensibilizzare il maggior numero di persone. Il messaggio è chiaro: lo facciamo noi, quindi dovreste farlo tutti quanti. Se con il nostro gesto di lunedì prossimo dovessimo convincere cinquanta persone a diventare donatori, avremmo raggiunto il nostro obiettivo
».

 

La Prealpina (8 marzo 2010)

 

Non solo sport, partite e risultati...ma anche una bella gara di solidarietà su assist di un amico del
mondo del basket - l'ex assistente biancorosso Tarcisio Vaghi, campione d'Italia con le giovanili del
Campus Varese e nel 2004/2005 a fianco di Ruben Magnano - che ha conosciuto suo malgrado la realtà dell'ADMO. Questa mattina a Varese sport e solidarietà si toccheranno con due "icone" del basket cittadino come Andrea Meneghin e Gianmarco Pozzecco coinvolti dall'opera
del "Tarci" (alle prese con la battaglia più importante, quella per vincere la leucemia) per entrare a
far parte del mondo dei donatori. Nei mesi scorsi sono state numerose le partite della zona (anche per quanto riguarda la serie A) in cui il "messaggio" dell'Admo è stato veicolato tramite i campionati professionistici. E l'opera costante di Vaghi (negli anni scorsi sulle panchine di Casale Monferrato e Teramo, nel 2008/2009 alla guida delle giovanili del Vacallo), sostenuto dall'amico ed ex giocatore Stefano Antonetti nella ricerca di nuovi contatti e nella sensibilizzazione del maggior numero
possibile di "candidati", ha coinvolto tantissimi personaggi del mondo del basket nostrano.
Basti pensare all'intera formazione del 7 Laghi Gazzada militante in C1, i cui giocatori sono entrati a far parte dell'elenco dei donatori con le rispettive consorti, oppure al coach di Daverio Mario Di Sabato; ma sono tantissimi i cestisti e i frequentatori delle "Minors" che hanno già risposto
all'appello di Vaghi e il coinvolgimento di Pozzecco e Meneghin rappresenta ovviamente un
"salto di qualità" sotto il profilo dell'immagine per ampliare ulteriormente il bacino d'utenza"dei donatori di ADMO.

(g.s.)

 

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